Cari amici di Malga Valli,


con tanto dispiacere vi annuncio che dopo anni di richieste e la
petizione popolare di quest’anno con la raccolta di firme presentata al
Sindaco, è arrivata prima di Natale la risposta negativa
dell’Amministrazione Comunale di Trambileno a garantire l’apertura
invernale della strada di accesso alla malga.

Conseguenza di
questa decisione, su cui non mi esprimo per evitare inutili polemiche, è
che Malga Valli non aprirà per la stagione invernale 2017/2018 e
probabilmente nemmeno per le prossime stagioni invernali.

Le
caratteristiche di isolamento della malga e la mancanza di posti letto
non consentono di tenere aperta l’attività in mancanza di accesso in
automobile. Troppi sono infatti i costi fissi da sostenere per battere
la strada e per scaldare i locali.

Mi dispiace per i numerosi
amici che in questo periodo mi hanno chiamato e che da sempre venivano a
trovarmi in baita ma, in inverno, non riesco più “a fare impresa”, come
dice qualcuno . La posizione del Comune è chiara quanto
l’insostenibilità della mia iniziativa durante la stagione invernale.


Le parole vuote su territorio e la sua valorizzazione usate spesso da
qualche amministratore si scontrano con la realtà in cui gli operatori
economici, le microimprese, i pubblici esercizi, che operano in montagna
in condizioni gravose, fuori dai grossi flussi turistici, senza acqua,
senza luce, pagando 2000 € all’anno di tassa dei rifiuti (anche se i
rifiuti si portano ad 8 Km di distanza e per 6 mesi all’anno la
struttura è irraggiungibile e chiusa) sono costretti a sostenere spese e
costi senza avere a disposizione servizi funzionanti tra cui l’accesso
della strada comunale ai propri clienti durante il periodo invernale.


Sulla questione dei rifiuti è dal 2011 che si sollecita una soluzione
di buon senso in una situazione evidentemente fuori standard, con un
prelievo assolutamente sproporzionato rispetto ai ricavi complessivi e
figlio di regolamenti che in nessun modo tengono conto delle peculiarità
del contesto in cui alcune attività sono costrette a lavorare. Tante
promesse, tanti “vedremo di fare qualcosa” ma intanto Trentino
Riscossioni macina gabelle da anni.

Ci si sente dire che non si
può agevolare un privato, ma un presidio in montagna, un ristoro a 1500
mt in mezzo alla neve in cui mangiare qualcosa di caldo, andare al
bagno, riscaldarsi un po’, essere un richiamo per molti turisti
extraregionali che vengono e visitano il nostro Pasubio siamo sicuri che
abbia valore solamente per un operatore privato?

Forse un
giorno, quando qualcuno capirà l’importanza di questi presidi in
relazione anche alle prospettive di un turismo sostenibile, qualche
amministratore/legislatore si sveglierà ed invece di investire in neve
artificiale incomincerà ad investire veramente nei contesti turistici
meno sviluppati ma non per questo potenzialmente meno attrattivi.

La farfalla del Trentino si sa, non si posa mica dappertutto.

Saluto con affetto tutti i cari amici che con fatica, ciaspole e sci
passavano a trovarmi a volte anche in mezzo alle bufere pasubiane.
Grazie ai ciaspolatori della luna piena. Grazie proprio a tutti coloro
che negli anni sono passati.
Mi dispiace, ci vediamo in primavera.

MICHELE


 

 

 

 

 

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